Sono le 5 di mattina, guardo un video e penso

Guardando un video su un viaggio mi è venuta voglia di partire, di rifare quel viaggio e di tornare in quelle terre lontane e, sopratutto, di tornare a rivivere quelle diverse atmosfere sentite nei vari luoghi in cui siamo stati.

Ho voglia di tornare a bere vodka al limone o vodka liscia ascoltando il jazz suonato da un terzetto di sconosciuti ma grandi musicisti, voglio tornare a trovare quella cittadina che abbiamo girato per visitare e trovare dove mangiare i pierogi, voglio tornare su quel treno che in epoche passate su quella stessa tratta rappresentava morte e sgomento mentre invece adesso è un treno di memoria ma pieno si speranze e voglia di vivere una vita giusta.

Voglio tornare a vivere tutto quello che è il Treno Della Memoria cioè riflessione, ricordo ma sopratutto vita, divetrimento, conoscere gente e posti nuovi.

Ma… quelo che voglio di più è tornare a vedere la foto di Mikulikz Michal (internato all’interno del campo di streminio  di Auschwitz 1) per poter dire, all’unico ricordo di quella persona rimasto su questa terra, “guarda sono quì, sono tornato, in questi anni che ho portato il tuo nome dentro di me sono cresciuto e sono diventato un’altra persona*”

*quell’anno durante la visita del campo di Auschwitz ci è stato chiesto, prma di entrare nella stanza del museo con le foto dei detenuti, di sceglere tra quelle foto una faccia e un nome da portare con noi nel ricordo e di provare ad essere quella persona per almeno un minuto.

Venera Lo SHAKAWKAW!!! Io sono il profeta!!!!!!!!!!!

Venera Lo SHAKAWKAW!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lo SHAKAWKAW è il dio del trip da THC  o ALCOOL e Ghoa.

Io ne sono l’unico profeta lui comunica con me quando, con la sua musica a palla nelle cuffie, perdo la capacità di ragionare e di capire. Lui mi parla e io parlo con lui.

Pe il momento mi ha dettato solo tre dei suoi comandamenti:

1)Per trovare la mia essenza devi essere totalmente perso nei meandri dell’alcool o del THC e ascoltare la MIA musica, la ghoa, ad alto volume per ore e vedrai che quando la musica sarà entrata in te riuscirai a vedermi.

2)La ricerca della mia aessenza deve essere costante e giornaliera.

3)Non  cercate la mia essenza da soli ma sempre con un compagno

Poi mi detterà gli  altri e io li farò avere a voi profani.

Il suo primo ordine è di devastarsi.

VENERATE LO SHAKAWKAW E RICORDATE CHE IO SONO IL SUO PROFETA E LA MIA è LA SUA PAROLA!!!!!!

Il Jazz Come Non L’Avete Mai Visto

Premessa:

Il testo che seguirà, scritto interamente da me, lo voglio rendere pubblico per far capire che il Jazz non è solo musica, ma anche poesia, va letto con in sottofondo EBB TIDE di STEVE GROSSMAN WITH MICHEL PETRUCCIANI

Sapessi…

che musica sta suonando…

e mi sta dando l’ispirazione…

per descrivere un’attimo particolare…

uno di quei momenti…

che vorresti non finissero mai…

solo tu, la musica e.. lei…

con quel suo modo di guardare…

che farebbe innamorare chiunque…

le sue labbra, belle, rosse…

che ti fanno venire solo voglia di baciarle…

poi, lei si siede sul divano…

ti guarda, e la luce soffusa fa magica l’atmosfera…

fa si che lei ti rapisca nei suoi occhi e tu non riesca a far nulla,anche perchè non lo vuoi, per liberarti…

e li inizi a parlarle, a strapparle qualche sorriso e ogni tanto una risata…

fino a quando, il silenzio, porta a chiudere gli occhi e, unisrsi nel bacio…

che mette fine al litigio…

per dar vita alla riappacifiacazione…

la parte più bella bi un litigio…

quando ci si addormenta dopo l’amore, abbracciati l’un l’altra…

con la sola promessa che non si litigherà mai più per cose così stupide…

si ha la sensazione che quel litigio abbia rafforzato l’amore…
e che infondo quel litigio sia servito a qualcosa…

passa la notte tra qulche carezza e qualche bacio…

ti svegli, lei dorme ancora…

ti prepari alla giornata che sta iniziando…

con la curiosità su cosa si litigherà la prossima volta e su come si farà pace…

sperando sempre che finisca come la volta prima…

con una notte d’amore…

L’uomo ha sempre commesso reati gravissimi verso altri uomini: fin dalla luce della civiltà il “diverso” è sempre stato discriminato, perseguitato e ucciso; partendo dalla grande civiltà egizia con le sue persecuzioni agli ebrei, passando per i romani con le persecuzioni ai cristiani, i neri d’Africa usati come oggetti e quindi considerati senza anima, i turchi e l’eccidio degli armeni, i nazifascisti con la persecuzione di tutti coloro che non erano di una “razza”, quella ariana, i Tutzi sterminati dagli Hutu, gli israeliani e i palestinesi e ora in kenya, con le persecuzioni e i morti che sentiamo ogni giorno in televisione e chissà quante altre persecuzioni ci sono state e ci sono di cui non sappiamo neanche l’esistenza.

Ho provato a darmi una spiegazione logica a questo fatto ma l’unica è stata che chi perseguita, chi commette questi reati ha solo paura di ciò che non conosce e di ciò che è diverso dal proprio modo di pensare, pregare o anche solo diverso per il colore della pelle o dai tratti somatici.

Domenica scorsa , 27 gennaio, si è celebrata la giornata della memoria e si è ricordato il più grande sterminio e annullamento della persona dell’umanità, quello nazifascista, ma, secondo me, ricordare “solo” quello sterminio non è giusto, perchè, anche le altre persecuzioni sono state lo stesso follemente sanguinarie.

Come ragazzo e come abitante di questa terra non riesco a capire come l’uomo possa arrivare a fare questo, per paura? per invidia? o per che cosa?? per quale stramaledetto motivo i “diversi” devono perseguitati? son forse molto più civili di noi gli animanli della savana che si uccidono solo e unicamente tra,vere, razze diverse? e invece noi, appartenenti tutti ad un’unica grande razza, ci uccidiamo per odio o per paura? poi se si chiede ad un bambino di dirci chi chi è il suo amico nigeriano lui ci risponderà che è il bambino con la maglietta rossa, non ci risponderà mai è il bambino con la pelle nera!

Ma ora la mia domanda ora è molto più gramde, è molto più profonda:

Come fare a definire la diversità se si è tutti quanti unici?

Lascio a voi la risposta…

Jaco Pastorius Una Vita Per Il Basso

L’artista di cui voglio parlare è John Francis Pastorius III in arte Jaco Pastorius uno dei più grandi bassisti della breve storia del basso elettrico (per come lo intendiamo noi, il basso lettrico nasce dall’idea di Leo Fender nel 1951, prima il basso era un contrabbasso amplificato).Jaco Pastorius nasce il 1 dicembre 1951 a Norristown in Pennsylvania, cresce a Fort Lauderdale in Florida dove si avvicina al mondo della musica con la batteria (strumento per il quale si dice fosse molto portato) ma a causa della frattura di un polso inizia a suonare il basso elettrico preferendo i generi R&B e pop.

Jaco suona un particolare tipo di basso elettrico: un fretless senza tasti, che ha un suono più pulito e con maggiori sfumature

Nel 1975,prima di un concerto Weather Report si presenta a Joe Zawinul tastierista del gruppo. Joe Zawinul ricora così il suo incontro con il giovane Jaco: “Il giorno che lo incontrai”, dice Zawinul, “venne da me dicendomi: ‘Il mio nome è John Francis Pastorius III e sono il più grande bassista del mondo.’ E io, naturalmente, gli risposi ‘Porta il tuo culo via da qui !”, nonostante tutto Jaco riesce a consegnare a Zawinul un nastro. Zawinul rimase piacevolmente stupito dall’abilità di questo giovane e sconosciuto bassista e lo fece entrare nei Weather Report come secondo basso dopo l’addio di Alphonso Johnson (bassista di Weather Report) Jaco diventa primo basso e inizia la sua scalata verso il successo

Nel 1976 incide il suo omonimo primo disco in cui Jaco mette in mostra la sua straordinaia abilità nel suonare il basso, grazie al quale inizia ad espandere la sua fama, nello stesso anno entra a far parte dei Weather Report. Nel tour che segue l’uscita di Heavy Weather, in concomitanza con le prime manifestazioni dei suoi disturbi psichici, Jaco cominciò a far uso di alcolici, che fino allora aveva sempre ripudiato a causa dell’alcolismo di suo padre, e di cocaina. A causa delle tensioni createsi nel frattempo con Joe Zawinul nel 1981 incide il primo disco della sua cariera solista consacrando così la sua fama di grande bassista in tutto il mondo.

Le tante dipendenze da alcolici e droghe accentuarono il suo squilibrio mentale (disturbo bipolare) peggiorarono al punto da non trovare nessuno disposto ad ingaggiarlo per un concerto.

il 12 settembre del 1987, ubriaco, si fa cacciare da un concerto di Santana al Sunrise Music Theatre per continui fastidi ed interruzioni, da li Jaco inizia a vagare per tutta la notte fino a trovare il “Midnight Bottle Club”, locale malfamato alla periferia di Fort Lauderdale.

Nonostante gli fosse impedito di entrare, dato che l’accesso era riservato ai soci, il bassista insisteva di fronte alle negazioni del buttafuori, Luc Havan. Finché quest’ ultimo, esperto in arti marziali, picchiò violentemente Pastorius con diversi colpi di karate. Quando la polizia arrivò sul posto trovò il musicista steso a terra, morente con il cranio fratturato e con gravi ferite. Dopo nove giorni di coma muore John Francis Pastorius III.

Jaco è stato senza alcun dubbio la mente più geniale per quanto riguarda il modo di suonare il basso, è stato uno dei pochi ad essere riuscito a cambiare l modo di suonare in diversi generi e stili. Jaco è paragonabilissimo a Jimmy Hendrix per talento, genialità e sonorità (lo so, lo so che suonavano due strimenti diversi ma il paragone regge).

Fuori Dalla Finestra

E’ una giornata uggiosa, con spessi nuvoloni neri che impediscono di vedere l’azzurro del cielo, tranne che a piccoli sprazzi, il movimento lento delle nuvole, l’aria fresca lasciata dai loro pianti incessanti mi fa pensare che gli anni si possono paragonare alle nuvole di un temporale estivo che vorresti che sparissero che passassero in fretta per poter rivedere il sole e quei momenti  di attesa sembrano infiniti come anni.

Gli anni, invece, passano aspettando momenti, date, periodi che fanno si che il tempo che trascorre fra un momento e un altro sembri eterno, nell’attesa che passi e che arrivi la fatidica data o il desiderato periodo proprio come le nuvole nell’attesa che vadano via.

Poi una mattina ti svegli e ti accorgi che le nuvole sono andate via e tu, felice ti godi il sole di quel momento, ma poi il sole inizia a far seccare le piante, inaridire la terra e tu inizi a rimpiangere quelle nuvole e speri che tornino. Quelle nuvole non torneranno mai forse ne verranno altre più nere, con più acqua oppure sottilissime senza neanche una lacrima da scaricare, ma non lo sai e nel frattempo attendi con ansia quelle nuvole che avevi odiato tanto, proprio come gli anni che, una volta passati e lontani, si rimpiangono nella speranza che ne vengano di migliori e con la paura che gli anni futuri siano brutti e duri, però continui ad aspettare il sole senza guardare i lati positivi di quelle nuvole.

Notte Di Fine Estate

Sono le 2:02 quando inizio a scrivere queste parole, mentre in sottofondo viaggia una dolce melodia jazz, questa, mi porta a pensare che fino a qualche mese fa non avrei mai immaginato di trovarmi a scrivere in una notte umida ma fresca di cose che probabilmente non hanno senso, di cose che forse solo pochi miei amici possono capire ma con la voglia di scrivere, di parlare con qualcuno.

La mia voglia non è tanto di parlare con qualcuno ma di qualcuno e questo qualcuno, ah pardon qualcuna è di una donna che voglio parlare, è stata l’unica persona in grado di farmi cambiare, di farmi apprezzare le cose semplici e sopratutto di farmi innamorare di lei e della vita in generale.

Questa donna ha un nome che un qualsiasi attore di teatro un po superstizioso ripudierebbe per via del colore associato, ma il suo nome ricorda anche un piccolo fiore che, solo per il fatto di essere fiore, è sinonimo di fragilità che va difesa ad ogni costo per poter permettere che la natura faccia il suo corso, che nessuno lo strappi via in malo modo e per assicurarsi che se qualcuno vuole cogliere questo splendido fiore lo faccia con rispetto e con cortesia. Il nome di questa donna, di cui solo il nome fa pensare a quanto bella e fresca sia, è Viola.

Mai nessuno mi ha mai fatto provare la stessa intensità nelle emozioni provate insieme, mai nessuno è stato in grado di farmi sentire male, di farmi arrabbiare, commuovere, ridere come lei.

Amore lo so che questa lettera può sembrare fredda, senza emozioni ma ora sento che non sono io a scrivere ma il mio cuore, solo pensare ai tuoi occhi, alle tue lacrime, ai tuoi sorrisi mi si forma un nodo alla gola perchè tu in questo momento non sei con me ma sei a casa a sognare di noi due e di quello che ci diremo, di cosa rideremo, di cosa litigheremo e di cosa faremo. Amore il mio cuore sa che il nostro sentimento è puro, senza secondi fini.

Amore voglio dirti una cosa che non ti ho mai detto forse perché non ci ho mai pensato fino in fondo e non mi sono mai fermato a ripensare a quella sera, in cui io stregato dalla finta maschera dell’alcol, ho incrociato i tuoi occhi che, splendenti, mi chiedevano aiuto e conforto, da quella sera quei due gioielli perfetti, che sono i tuoi occhi, mi sono sempre restati nella mente come dei fari nella notte come un qualcosa a cui appendersi per salvarsi ma anche come qualcosa da salvare, per cercare, in qualsiasi modo, di non far cessare quella luce che mi ha accecato e parlato di te.

Amore l’amore che provo per te è vero non ho paura di dirlo e ti ripeterò fino alla fine dei miei giorni che TI AMO, che difenderò la tua fragilità a qualsiasi costo e ricordati quello che ti ripeto ogni tanto

NON SMETTERE DI PARLARMI CON GLI OCCHI

TI AMO

MONE

Scazzo Cosmico

Questo post non vuol dire nulla oltre al solo Scazzo Cosmico che aleggia da 2 giorni a Piossasco Beach, che sia chiaro!!!, a Piossasco c’è sempre un po di Scazzo Cosmico ma molto meno in confronto alla quantità raggiunta in questi 2 giorni, facendo una stima lo Scazzo Cosmico è 1000 volte superiore alla media annuale, forse dovuto all’effetto serra e al surriscaldamento globale o ad un’estate calda e afosa o forse per colpa del rischio di estinzione del bisonte europeo …. Boh. Ma credo che questo Scazzo Cosmico che aleggia qui sia estendibile alla gran parte di quell’Italia 20enne che o non sa cosa fare o non sa con chi passare i pomeriggi.

Questo post mi serve per perdere un po di tempo e per passare un quarto d’ora in cui lo Scazzo si allontana un attimo (giusto il tempo per comprare le sigarette) per poi ripiombare nel le sue grinfie a chiudersi e a scervellarsi di come liberarsene (un po come si fa con un ospite inaspettato e poco gradito)

MONE

Live Earth… Mah…

Il 7 luglio c’è stato l’evento, forse, più grosso di tutto il pianeta il Live Earth, una serie di concerti dislocati in tutto il mondo che per effetto del fusorario hanno permesso di avere una diretta di 24h. Questa serie di concerti dovrebbero servire per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui temi del surriscaldamento globale che rischia di provocare a breve e medio termine eventi naturali sempre più disastrosi ma, guardando l’evento, mi è venuto un dubbio cioè: un evento del genere, con un tale spreco di elettricità, come può sensibilizzare la gente a consumare meno energia, a contribuire alla lotta contro il surriscaldamento terrestre?

Se consideriamo che un grosso concerto, tipo Red Hot o Santana, di due ore ha un assorbimento di 1500 kilowatt o anche superiori e se consideriamo che per fare tutta quella energia servono 80.000 litri di gasolio e se consideriamo che per fare quella energia il gasolio va bruciato l’inquinamento del evento è stato notevole quindi è stato soltanto un contributo al inquinamento globale.

L’idea di per se non è male ma andava gestita in un altro modo cioè con energia pulita solare, eolica, idrica, se fosse stato alimentato così tutti quanti si sarebbero stupiti di quanto l’energia pulita sia potente e sarebbe stato un grandissimo calcio in culo al petrolio.

Secondo me fin che c’è il petrolio il mondo continuerà ad andare a rotoli…. ma la gente che specula sul petrolio e altri componenti inquinanti non si rende conto che i primi a patire i cambiamenti climatici e il peggioramento dell’atmosfera siamo noi.

MONE

Voglio Urlare

Voglio urlare al mondo tutto quello che non va e tutto quello che non c’è,e che forse mai ci sarà.

Voglio che quei codardi di politici di tutto il mondo le guerre se le facciano loro, che si uccidano a vicenda così capiscono cosa vuol dire stare in trincea a combattere , a morire perché magari sono rimasti un secondo in più fermi proprio per la paura di muoversi.

Voglio che i razzisti, i leghisti e tutti quelli che discriminano senza stare a guardare che sotto la pelle di un altro colore o un accento diverso dal loro c’è un uomo, c’è una donna o un bambino vadano in un qualche paese che non li accetta perché sono diversi, ma…. diversi da chi, da cosa?! sulla terra siamo tutti uguali, ma siamo anche tutti diversi per esperienze, cultura, modo di vivere e, proprio questa diversità dovrebbe renderci felici e orgogliosi di conoscere qualcuno che ha vissuto in un altro paese, che pratica un’altra religione o che parla un’altra lingua perché la diversità arricchisce, fa crescere, fa capire meglio come gira il mondo e aiuta a capire meglio anche se stessi .

Voglio che l’omertà sparisca dalla faccia della terra in modo da eliminare la mafia, ma non solo la mafia quella che tutto il modo conosce, quella che c’è all’interno di ogni industria di ogni istituzione.

Voglio conoscere la verità sui fatti accaduti, senza manipolazioni politico-istituzionali, una stampa libera di dire quello che è realmente accaduto.

Voglio che i media la smettano di trasmettere cagate con l’unico scopo di far perdere l’uso del cervello.

Voglio un mondo giusto dove la legge sia veramente uguale per tutti.

In fine voglio che tutti quelli che la pensano come me inizino a lottare per avere il mondo che sognamo.

MONE

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